Ripartenza dei matrimoni e previsione di un bonus sposi 2020 sembrano essere gli argomenti all’ordine del giorno per chi spera di programmare il suo matrimonio dopo il Covid 19.

      L’amore al tempo del covid19. Questo matrimonio «non s’ha da fare». O meglio si deve rimandare! Sono circa 60 mila in Italia le cerimonie di nozze saltate per colpa dell’emergenza Coronavirus. Ma dall’ 8 giugno scorso in Campania e poco dopo in Puglia sono ripartite le celebrazione che hanno visto le due regioni in prima linea. Ma il 90% delle cerimonie sono state rinviate al 2021. 

      Crollo economico

      La crisi generata dal Covid 19 ha provocato il crollo del fatturato e stravolto i bilanci di aziende e cooperative coinvolgendo oltre 80 mila aziende. Un comparto che impiega un milione di persone fra diretti e indotto. Comprende anche una grossa fetta di presenza internazionale con i tanti stranieri che hanno spesso mostrato grande interesse nel venire a sposarsi nel nostro Paese come conferma Asso-eventi. Il settore Wedding contribuisce molto all’economia del nostro Paese. Si parla di più di 5 miliardi di euro con un comparto professionale molto vasto, che in questo momento non sanno come e quando poter ripartire e come sopravvivere. Nonostante l’importanza del settore, non sembra essere stato per nulla considerato. inoltre, è uno dei settori più penalizzati perché è stato il primo ad essere totalmente vietato.  Il lockdown ha fermato tutto il lavoro di un anno di progettazione, programmazione ed investimenti che coinvolge un intero settore nazionale che organizza circa 195mila matrimoni l’anno, 10mila destination wedding, incalcolabile numero di eventi pubblici e privati. Il settore del wedding ha registrato un calo del fatturato del 100%.

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      Ripartenza

      A poco meno di un mese di distanza dal via libera da parte dei presidenti delle regioni, la situazione matrimoni sembra essersi ribaltata. Inizialmente previste diverse limitazioni. Ospiti, testimoni e fotografi con la mascherina, ad eccezione degli sposi durante la cerimonia, obbligati a tenersi a due metri di stanza dal celebrante e dopo essere stati tutti sottoposti a misurazione della temperatura e igienizzazione delle mani. Riorganizzati gli spazi per assicurare il mantenimento della distanza tra i partecipanti garantendo nella disposizione dei posti a sedere, il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro e mezzo.

      Ma queste limitazioni sono state davvero rispettate alla lettera? I matrimoni sono ancora un momento di allegria e festa o una giornata di paura e limitazioni?

      Tante coppie di futuri sposi possono tornare a sorridere e a programmare il loro grande giorno per il 2020.  Oltre al permesso della celebrazione del rito sia religioso sia civile, ormai non sono più vietati nemmeno i festeggiamenti, purché siano svolti con le adeguate misure di sicurezza. La ripartenza dei matrimoni torna a far sperare le giovani coppie, come i proprietari delle location, i wedding planner, i fotografi e tutti i professionisti del settore. La ripresa è certa. 

      Il bonus

      L’INPS garantisce aiuti economici per le coppie che hanno deciso di convogliare a nozze quest’anno. Il “bonus sposi 2020” infatti può essere richiesto da numerose categorie di lavoratori e la cifra può essere spesa dopo essersi sposati. In realtà può essere richiesta anche da vedovi e divorziati. Uno dei requisiti fondamentali però è quello di avere un regolare contratto di lavoro, da almeno una settimana. A quanto pare inoltre la cifra da poter richiedere equivale a circa 8 giorni lavorativi, anche se alcune decisioni in merito devono ancora essere aggiornate dal Governo.

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      Insomma, le giovani coppie possono tornare a sposarsi, possono anche riprendere ad organizzare il ricevimento e hanno anche la possibilità di richiedere alcuni aiuti economici. 

      Enjoy F.

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